Pendulum al MAST

In occasione dei 5 anni di apertura del Centro culturale multifunzionale una selezione di fotografie e immagini in movimento su Industria e Lavoro.

Oltre 250 immagini storiche e contemporanee di 65 artisti di tutto il mondo raccontano la genialità e l’energia che negli ultimi due secoli hanno spinto gli uomini a creare infrastrutture per muovere merci, persone e dati.

Pendulum: merci e persone in movimento” è la nuova mostra, a cura di Urs Sthael, di Fondazione MAST. Negli spazi della PhotoGallery propone una riflessione sul tema della velocità che caratterrizza la società di oggi. Il pendolo come simbolo di questo moto perenne nello spazio e nel tempo. L’oscillamento come sinonimo di cambiamenti improvvisi di opinione, di convinzioni, ma anche come raffigurazione del moto delle persone che dalla periferie la mattina raggiugono il centro città e la sera tornano stanche ai loro quartieri dormitorio.

Winston Link

La mostra apre giovedì 4 ottobre e vede in esposizione diverse opere tra cui: Psychomotor di Rémy Markowitsch, le fotografie che Robert Doisneau ha dedicato agli stabilimenti Renault e il Paint Shop della BMW ritratto da Edgar Martins, le auto da corsa di Ugo Mulas e il monumentale trittico in onore del feticcio-automobile di Luciano Rigolini impattano contro le complesse installazioni di Ulrich Gebert e Xavier Ribas sul tema della migrazione e del nomadismo allestite sulle pareti della PhotoGallery.

David Goldblatt

I container di Sonja Braas, l'epopea dei truckers di Annica Karlsson Rixon, la serie di Yto Barrada sui manovali narrano con immagini forti e suggestive il trasporto di merci e il trasferimento di persone costrette a muoversi per lavoro. I ritratti quasi in bianco e nero di Helen Levitt dei pendolari nelle metropolitane degli anni settanta e ottanta. Mentre David Goldblatt, con le sue immagini scure, cupe, documenta la fatica di affrontare quattro ore di viaggio in autobus per recarsi al lavoro. Nella sua video installazione Jacqueline Hassink ritrae i pendolari moderni in sette città del nostro mondo globalizzato.

Helen Levitt

Richard Mosse associa il commercio globale alle migrazioni: nell'opera lunga sette metri dal titolo Skaramaghas centinaia di container occupano un'area portuale. Lungo il margine sinistro dell'immagine la sua termocamera, uno strumento ottico in grado di rilevare differenze di calore a trenta chilometri di distanza, fotografa il trasporto di merci lungo le rotte mondiali, mentre sulla destra, gli stessi container sono impiegati come abitazioni per i migranti.

E. O. Hoppè

Un impatto forte assicurato dal potere delle immagini che oggi più che mai dominano il mondo della comunicazione.

MAST - via Speranza 42  - ingresso gratuito - dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 19 - www.mast.org - fino al 13 gennaio 2019

Nella stessa categoria:

Bologna Spettacolo

Bologna Spettacolo

Nuova Editoriale Florence Press srl. Piazza Spirito 19 - 50125 Firenze
Tel. 055212911/0552675189 - Fax 055215110
Iscritta Registro Ditte del Tribunale di Firenze n. 61351 - CCIAA n. 0443616 | Cap. Soc. € 10.329,14 - Cod. fisc./P. IVA 04366030486

Social

firenzespettacolo.it